Indirizzi operativi per i prossimi controlli dell’Agenzia delle Entrate

(a cura del dottor Marco Minoccheri, consulente fiscale AS.TRO)

L’Agenzia delle Entrate con la pubblicazione della circolare n. 25/E del 6 agosto 2014 disegna le direttrici che saranno seguite per i prossimi anni in materia di controlli da effettuare. Nella circolare, seppur in sintesi, l’Amministrazione finanziaria prevede minori rilievi formali, maggiore attenzione all’Iva, verifiche su periodi d’imposta non anteriori al 2012 e controlli per le grandi imprese.

La Circolare non fa alcun particolare riferimento ai controlli nel settore del gioco, ma definisce le politiche di controllo che verranno applicate a:

–          Attività specifiche

Grandi contribuenti

Imprese di medie dimensioni

Imprese di minori dimensioni e di lavoro autonomo

Enti non commerciali, Onlus ed altri soggetti che fruiscono di regimi agevolativi (società cooperative e settore agricolo)

Persone fisiche

–          Attività trasversali

Antifrode

Contrasto all’evasione internazionale

Riscossione

 

Secondo l’Agenzia è necessario che vi sia una maggiore e concreta attività di analisi dei rischi per l’individuazione dei comportamenti di maggiore pericolosità.

A tale proposito, ciò che si desume dal documento emanato dall’Agenzia è che sarà necessario:

– conoscere le dinamiche economiche che traspaiono, a livello provinciale, dagli studi predisposti dai diversi enti che svolgono indagini statistiche;

– non trascurare “la particolare crisi economica che sta colpendo il territorio nazionale”.

A corredo di quanto sopra indicato, una particolare cautela viene riservata all’uso di accertamenti basati su presunzioni. Stando al testo della circolare, infatti, “le indagini finanziarie devono essere utilizzate evitando richieste di dettaglio su importi poco rilevanti e chiaramente riferibili alle normali spese personali o familiari. Il redditometro scatta soltanto nei confronti di coloro che presentano scostamenti significativi tra reddito dichiarato e spese sostenute”.

In altri termini, secondo quanto precisato dall’Agenzia, particolare impegno deve essere riservato all’approfondimento dei comportamenti che, oltre a comportare significativi danni erariali, provocano distorsioni alla libera concorrenza. In forza di quanto sopra sostenuto, l’Agenzia raccomanda agli uffici di prestare particolare attenzione all’imposta sul valore aggiunto.

Una nuova visione nella metodologia degli accertamenti si desume anche quando, nella circolare, si invitano gli uffici a effettuare un esame di proficuità comparata, privilegiando elementi da cui possano scaturire maggiori imposte accertabili. In altre parole, secondo l’Amministrazione finanziaria, la verifica di scarsa rilevanza in termini di imposte accertabili o quella “pretestuosa” che può, si legge nel documento, “generare nei contribuenti l’opinione di un’amministrazione che presta attenzione a situazioni poco significative o ancora peggio di natura esclusivamente formale”, non interessa quanto quelle ad alto profilo di rischio.

Tra le posizioni ad alto rischio, sempre secondo l’Agenzia, si devono annoverare le verifiche ai grandi contribuenti e alla delocalizzazione dei redditi verso paesi a fiscalità privilegiata. Tuttavia, si legge nella circolare che “in considerazione del sempre delicato stato dell’economia, è necessario accordare priorità alla lavorazione degli elementi che riguardano pretese che possono comportare significative ricadute sulle aziende interessate dai controlli, instaurando, ove possibile e qualora tale modalità non sia incompatibile con la decadenza dell’azione accertatrice, un proficuo contraddittorio, preventivo rispetto all’emissione degli avvisi di accertamento, che consenta agli uffici di porre in essere una completa ed esaustiva istruttoria prima dell’eventuale emanazione dei provvedimenti”.

 

Fonte: www.assotrattenimento.it

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