Gioco legale: parliamone a carte scoperte.

Modificate in Lumia SelfieVenerdì 27 Novembre 2015 – Tokens presente al convegno “Gioco legale: parliamone a carte scoperte.” tenutosi alla facoltà di Giurisprudenza dell’Univeristà di brescia.

Relatori:

Giulio Gallera, assessore di Regione Lombardia al reddito di autonomia e inclusione sociale

Giuseppe Corasaniti, professore di diritto tributario all’Università degli Studi di Brescia

Raffaele Curcio, Presidente dell’Associazione Sapar

Dott. Paolo Crepet, psichiatra, scrittore e sociologo

 

All’Università di Brescia ‘Gioco legale: parliamone a carte scoperte’. Ecco tutte le falle della strategia lombarda (e non solo) per combattere la ludopatia

“Gioco legale: parliamone a carte scoperte” è il titolo del convegno di approfondimento, con un’analisi a 360° sul mondo del gioco, che si è tenuto venerdì mattina presso l’Università degli Studi di Brescia, Facoltà di Giurisprudenza. L’evento, organizzato da Faro Games e Jolly Videogiochi con la collaborazione dell’associazione Sapar, ha visto la presenza di molti imprenditori della filiera, oltre a vari rappresentanti del settore.

 

Il convegno, moderato dal Dott. Nicola Porro (giornalista, conduttore televisivo e vicedirettore de Il Giornale), ha avuto come relatori il Professor Giuseppe Corasaniti (Diritto Tributario – Università degli Studi di Brescia), l’Avvocato Giulio Gallera (Assessore al Reddito di autonomia e inclusione sociale della Regione Lombardia), il Dott. Raffaele Curcio (Presidente Sapar) e il Dott. Paolo Crepet (psichiatra, scrittore e sociologo).

 

La lotta alla ludopatia, negli ultimi mesi, viene portata avanti quasi sempre con attacchi diretti al mondo delle slot machine, dimenticando, spesso, le altre forme di gioco. La strategia pare essere sempre la stessa, indipendentemente dagli enti locali che la attuano, e nonostante la buona fede (vogliamo sperare) degli amministratori il risultato finale non cambia: i giocatori vengono ghettizzati, relegati in ambienti ben precisi e ‘nascosti’, e il mondo dell’illegalità torna a farsi strada con prepotenza.

 

Non la pensa così l’assessore regionale Gallera, che è convinto del lavoro equilibrato fatto da Regione Lombardia: “La ludopatia è una dipendenza, come alcol e droga, quindi è necessario aiutare le persone che cadono in questo gorgo che crea disperazione” ha affermato. “Con la normativa regionale abbiamo esteso i Lea anche ai ludopatici, abbiamo cercato di limitare il fenomeno, vogliamo far sì che la libertà di giocare di una persona debba concretizzarsi in una modalità ben definita, deve essere una libera scelta dell’individuo. Per questo abbiamo posto limiti territoriali rispetto ai luoghi sensibili per la collocazione delle sale, abbiamo pensato alla presentazione della carta di identità per accedere in questi luoghi, a livello parlamentare proponiamo anche l’utilizzo della carta sanitaria per monitorare i ludopatici” ha proseguito l’assessore regionale. “Oggi siamo concentrati su quello che è il tema della collocazione delle slot nei locali. La Lombardia è la regione dove si gioca di più e con più problemi. Abbiamo sostenuto che è necessario circoscrivere i luoghi e perimetrare le slot all’interno dei bar e dei locali perché sono quelle le aree dove vi sono più problemi e c’è il rischio di intercettare più persone con una debolezza. Chiaramente tenendo conto anche delle esigenze dei commercianti e delle libertà dell’individuo. Per le realtà che hanno più di tre slot c’è la necessità di collocare questi apparecchi in aree delimitate e non molto visibili al pubblico, i proprietari che gestiscono le sale devono avere informazioni sui rischi del gioco d’azzardo in modo tale da essere in grado di individuare e distinguere i giocatori patologici da quelli normali. Oltre a questo abbiamo cercato di normare il tema della pubblicità e della comunicazione, tema che va regolamentato soprattutto per i giochi online, dove si hanno enormi difficoltà. Con le nostre iniziative Regione Lombardia ha preso dei provvedimenti che mi sembra stiano portando dei risultati positivi in ambito sociale e sanitario, che consentono di circoscrivere il gioco d’azzardo in alcuni luoghi che siano a questo deputati. Naturalmente da parte nostra c’è una linea precisa: criminalizzare il gioco non porta ad eliminarlo, ma bensì ad alimentare la piaga del gioco illegale, quindi è fondamentale trovare il giusto equilibrio per un consentito e permesso all’interno di alcune regole. Va fatta una battaglia che porti a valorizzare il gioco legale, che ne indichi le modalità più corrette di svolgimento, contrastando duramente quello illegale. Ci vogliono poche regole e chiare, serve un’azione di prevenzione e consapevolezza anche nelle scuole” ha concluso Gallera.

 

“Dal punto di vista fiscale stiamo arrivando ad un livello tale per il quale diventa sempre più facile sfociare nell’illegalità. Quando ho approfondito questa materia sono rimasto sorpreso da tutta questa diversificazione esistente sulla tassazione di giochi e scommesse” ha spiegato il Professor Giuseppe Corasaniti (Diritto Tributario – Università degli Studi di Brescia). “Prelievi sulla raccolta, sulla vincita netta e così via, è sempre più difficile individuare un minimo comune denominatore. E’ stata persa una grandissima occasione con l’articolo 14 della delega fiscale, che puntava ad un riordino del regime giochi, con un codice per tutte le disposizioni fiscali. L’intento era quello di dare unità, un criterio di omogeneizzazione delle base imponibili. A me sembra assurda questa diversificazione di prelievi. E’ un sistema a dir poco disomogeneo e disarticolato, dove il mondo illegale svolge un ruolo devastante. L’eccesso di prelievi fiscali su certi tipi di giochi porta i giocatori a virare su altro che garantisce una vincita superiore. Prima di tutto serve uniformità delle base imponibili. La stabilità prevede ogni anno inasprimenti sul gioco legale e questo è un problema. Se gli enti locali potessero attuare forme di co-partecipazione al gettito si potrebbero compensare i costi che sostengono anche per le spese sanitarie sul territorio. C’è una novità importantissima contenuta in una Norma della legge di Stabilità che può rappresentare una forma di reazione. Non possiamo pensare di applicare i prelievi dell’800, servono forme di prelievo alternative. Con questa disposizione si puòandare ad intercettare la concorrenza sleale. Che senso ha fare i distanziometri se poi col cellulare posso giocare dove voglio? Controllare la rete internet non è facile. Serve un sistema fiscale più omogeno con basi imponibili il più possibile conformi, con prelievi che non siano cosi differenziati, altrimenti c’è la tendenza a spostarsi su giochi dove la vincita è più alta e la tassazione più contenuta. Ormai si può tracciare anche il flusso dei pagamenti verso case da gioco estere operanti in Italia. Bisogna utilizzare le banche dati in maniera ragionevole” ha concluso Corasaniti.

 

FONTE: Jamma

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