Confesercenti Ravenna, Costantini: “Gap non si combatte con i divieti, Stato intervenga su modalità di gioco”

Scritto da Francesca Mancosu

“La soluzione alla diffusione del Gap non è vietare il gioco, che fra l’altro è legale ed autorizzato dallo Stato, ma cambiare le sue modalità, eliminando quelle che favoriscono l’insorgenza della patologia”. Lo dichiara convinto a Gioconews.it Giacomo Costantini, responsabile della sezione Pubblici esercizi della Confesercenti di Ravenna, tra i formatori del primo corso di formazione per gli operatori partito in Emilia Romagna, secondo quanto previsto dalla legge regionale sul Gap.

 

“Come rappresentante di Confesercenti – anticipa Costantini – sto preparando un’interrogazione al Consiglio regionale in cui chiedo di modificare la gamma dei destinatari dei corsi di formazione: a mio parere, dovrebbero essereesclusi i titolari delle sale giochi pure – quelle con i flipper e i videogames, per intenderci – ed inclusi quelli di sale bingo ed agenzie di scommesse, che ad oggi ne sono fuori”.
NON FAVORIRE ISOLAMENTO DEL GIOCATORE – In parallelo, Costantini dice basta a ogni demonizzazione del gioco, “che comunque non viene giocato solo nelle sale ma anche sulle piattaforme online. Il problema non è il luogo, e neppure l’esercente: se il gioco è legale, se l’Aams ha autorizzato le lotterie instantanee come le slot, non serve vietare. Si deve intervenire sugli apparecchi, ad esempio rallentando i tempi di gioco, inserendo il riconoscimento dei giocatori o permettendo l’autoesclusione. Bisogna eliminare tutto ciò che abbassa il livello di percezione del rischio, come le musiche e gli avatar, favorisce l’isolamento (tipo i divisori) e la permanenza, come la somministrazione di alimenti e bevande”.
CREARE AMBIENTI DI GIOCO SANI – Azioni concrete, che vanno oltre la semplice formazione degli esercenti, per il rappresentante di Confesercenti Ravenna. “I cartelli che informano del rischio del gioco compulsivo non bastano. Servirebbero informazioni elettroniche sulla macchina, messaggi di avvertimento che interrompono le giocate. Bisogna ricreare ambienti sani, sicuri per rompere l’equazione gioco=dipendenza=delinquenza, nell’interesse di tutti. Non condivido l’ipotesi di ricavare delle gaming hall nei locali pubblici, perché favorirebbe ulteriormente l’isolamento e atteggiamenti patologici”.

 

RIVEDERE I CONTRATTI CON I CONCESSIONARI – Costantini poi dice la sua anche in materia di Delega fiscale e legge di Stabilità: “Non ha senso che i sindaci facciano ordinanze a macchia di leopardo: se il gioco è di Stato, è bene che sia lo Stato a fissare le regole, ascoltando comunque le amministrazioni locali. Relativamente al prelievo di 500 milioni che dovrebbe ricadere su tutta la filiera, non ha senso dover rinegoziare i contratti con i concessionari e dover cambiare le condizioni in corsa. I 500 milioni dovrebbero pagarli i concessionari delle slot, non la filiera, visto che si pagano già 150 euro all’anno per ogni apparecchio: questa misura non porterà altro che ad una riduzione estesa delle slot, che andrebbero contingentate a seconda della tipologia del locale e la sua metratura. Vanno infine fissati dei paletti per i contratti che legano i punti vendita ai concessionari; le clausole presenti finora sono per lo più a favore di questi ultimi, mentre i Monopoli dovrebbero tutelare anche gli esercenti”.

 

Fonte: www.gioconews.it

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