Bergamo, azzardo e lotterie. Si gioca solo a fasce orarie

Riportiamo questo articolo pubblicato sul sito del quotidiano “La Stampa” www.lastampa.it) in data 27/05/2016 come avvertenza a tutti i clienti siti nella Città di Bergamo. A breve sarà emesso un regolamento che imporrà degli orari in cui sarà bandito il gioco d’azzardo lecito e le lotterie. Il regolamento passerà al vaglio del Consiglio Comunale il prossimo 6 giugno. Per saperne di più vi consigliamo di contattare il Comune

La Stampa, 27/05/2016

Il Comune approva il regolamento anti “gratta e vinci”: si salva il bingo

Una città libera dall’azzardo, per lo meno in alcune ore della giornata. Niente macchinette mangiasoldi, ma nemmeno scommesse né gratta e vinci. Bergamo spegne slot e videopoker (come già fatto da altri comuni), ma per la prima volta blocca anche le puntate su eventi sportivi e la vendita di biglietti delle «lotterie istantanee» dal tabaccaio. Si tratta di una misura senza precedenti per l’Italia.

Il gioco sarà bandito al mattino (dalle 7.30 alle 9.30), durante la pausa pranzo (dalle 12 alle 14) e all’ora di cena (tra le 19 e le 21), spiega il sindaco Giorgio Gori (Pd), ex direttore di Canale 5 e Italia 1, poi produttore televisivo e infine folgorato nel 2010 sulla via di Firenze da Matteo Renzi. La giunta comunale annuncerà oggi l’approvazione di un regolamento restrittivo, che La Stampa ha potuto visionare in anteprima. Affida al primo cittadino il compito individuare fasce orarie di apertura e chiusura dell’azzardo per tutelare i cittadini dal gioco patologico.

Con il nuovo regolamento anti-ludopatia il Comune si propone di salvaguardare «la salute pubblica, il risparmio familiare, la serenità domestica, l’integrità del tempo di lavoro, la sicurezza e il decoro urbani». La novità è che il giro di vite stavolta riguarda tutto l’azzardo e non solo slot e affini. Si salvano dalla scure solo il bingo, che secondo la giunta Gori mantiene come «elemento preponderante» lo stare in compagnia, il lotto e il totocalcio «caratterizzati da modalità e tempistiche che esulano dal gioco compulsivo».

La Lombardia è la regione italiana con la spesa in azzardo più alta, pari al 20% del totale nazionale. La Bergamasca non fa eccezione: i Monopoli contano 6.722 apparecchi tra slot e videopoker. Vuol dire uno ogni 165 abitanti. Nella provincia si punta forte: nel 2015 la raccolta ha sfondato quota un miliardo e 800 milioni di euro. Secondo i dati del Comune nel capoluogo il consumo pro capite (neonati compresi) ha raggiunto 2.536 euro, pari al 54% in più della media provinciale. La febbre da gioco non ha età: ci sono anziani che dilapidano la pensione in lotterie, ragazzini che spendono la paghetta in scommesse, insospettabili impiegati che bruciano l’intero stipendio in una sera.

Il governo ha inserito la ludopatia nei livelli essenziali di assistenza sanitaria. Ma gli unici a tentare di limitare davvero i danni sociali del gioco patologico sono stati presidenti delle regioni e sindaci. Finora si sono mossi in ordine sparso. C’è chi ha spento le slot in determinati orari, chi ha allontanato le macchinette dalle scuole, chi ha offerto sgravi fiscali ai baristi che rinunciano alle macchinette. La svolta di Bergamo segna un cambio di passo perché mette nel mirino anche scommesse e lotterie istantanee. Ma è probabile che la delibera sarà impugnata e portata davanti ai giudici del Tar da qualche giocatore accanito o da qualche associazione. «Abbiamo scritto un regolamento inattaccabile», assicurano in Comune. La battaglia per liberare la città dall’azzardo è appena iniziata.

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